Una cosa seria

Una cosa seria

Da oggi comincia il nuovo corso del blog della Bottega del Testo.

Esattamente come con tutte le prime volte, uno si immagina una cosa e alla fine ne succede un’altra. Non avevo ancora deciso cosa scrivere ma pensavo a qualcosa di adeguato, importante, per cominciare col piede giusto. Ma ovviamente mi sembrava tutto inappropriato, scontato, troppo frivolo, troppo serio, troppo pomposo, troppo troppo.

Poi, l’altroieri muore Dario Fo. E mi viene in mente che l’ho incrociato poco tempo fa.

Non mi era mai capitato di tirarlo in ballo in un discorso. Stavo parlando di Brian O’Nolan, scrittore umoristico irlandese e “jester” del secondo dopoguerra, un buffone di corte che quasi ogni giorno per 25 anni sull’Irish Times ha sbeffeggiato costumi e malcostumi della sua isola. Per fortuna, sostenevo, oggi i buffoni stanno meglio dei loro antenati medievali, tanto che perfino gli accademici di Svezia hanno alla fine riconosciuto il valore di questo sporco lavoro e nel 1997 hanno premiato appunto Fo con il Nobel. “Essere un giullare è, ed è sempre stata, una cosa seria”, hanno scritto nella motivazione. Fo ha sempre detto orgogliosamente di essere un giullare che difende la dignità degli oppressi, così come O’Nolan ha sempre parlato alla “gente semplice d’Irlanda”.

Non sono un buffone alla loro altezza, però con lo stesso spirito vorrei parlare di parole, di lingue e di culture senza distinzione di serietà. Vedremo se ci riuscirò. E comunque, mi trovo a cominciare un lavoro dove quello di un altro grande umorista finisce. Avrebbero sicuramente apprezzato.

 

[Foto di Annie Spratt da Unsplash.com]

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