Murale Giulio Regeni Il Cairo Blog

(Italiano) Caro direttore – 1

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Questo racconto è stato ispirato dalla vicenda di Giulio Regeni, giovane ricercatore friulano di Cambridge, assassinato in Egitto agli inizi di febbraio 2016. Puoi votarlo per il Premio Racconti nella rete 2017 all’indirizzo: http://www.raccontinellarete.it/?p=29298

 

#1

– E per quando servirebbe?

– …per ieri, come al solito!

Anche per telefono si sente il solito ghigno stupido di chi fa una battuta ripetuta troppe volte, che fa ridere solo lui.

– Eh eh, certo, allora per la chiusura.

– Grazie, ciao. Continua a leggere

Bob Dylan The night we called it a day declino Harvey New York review books laurea nobel Blog

(Italiano) Dylan, dott. Robert

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Bob Dylan ha lasciato l’università al primo anno, e ha fatto benissimo visto che è stata l’università a inseguirlo per tutta la sua carriera. Ha ricevuto due dottorati ad honorem in musica (Princeton nel 1970 e St. Andrews nel 2004). In realtà gli mancava comunque un pezzo del curriculum, visto che il dottorato dovrebbe venire dopo la laurea. Continua a leggere

The adventure begins tra Dario Fo e Flann O'Brien Blog

(Italiano) Una cosa seria

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Da oggi comincia il nuovo corso del blog della Bottega del Testo.

Esattamente come con tutte le prime volte, uno si immagina una cosa e alla fine ne succede un’altra. Non avevo ancora deciso cosa scrivere ma pensavo a qualcosa di adeguato, importante, per cominciare col piede giusto. Ma ovviamente mi sembrava tutto inappropriato, scontato, troppo frivolo, troppo serio, troppo pomposo, troppo troppo. Continua a leggere

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Cos’e’ un traduttore

Lo so, in questi tempi globali tutti pensate di sapere cos’è un traduttore quindi perché, vi domandate, ve lo dovrei rispiegare una volta di più? Perché ci sono poche idee e confuse su questo mestiere, e quindi è molto probabile che quello che sapete è sbagliato, o non del tutto corretto.

Forse è meglio cominciare dal cosa non è un traduttore:

  • Il traduttore non è un interprete, anche se un interprete molto spesso è anche traduttore. Gli interpreti sono quelli che consentono la comunicazione verbale (l’interpretazione) dal vivo, e possono essere di vari tipi: simultanei, consecutivi, di chuchotage, eccetera. Il traduttore lavora su testi scritti.
  • Il traduttore non è una persona che “sa” l’inglese, il francese, lo spagnolo. Quello è chiunque studi una lingua, che sicuramente deve tradurre per impararla, ma non è un traduttore di professione. Il traduttore conosce grammatica, cultura, mentalità della lingua di partenza ma soprattutto della lingua di arrivo. E’ un mediatore culturale e comprende tanto le parole quanto la forma mentale che ci sta dietro. Trasporta modi di pensare e di vedere il mondo, più che singole parole. Quindi non è neanche un dizionario portatile, uno a cui chiedere: “cosa vuol dire questo?” (senza darne il contesto).
  • Di conseguenza, il traduttore non è il bottegaio, l’amico o il passante occasionale cui chiedere un favore con l’idea di spuntare uno sconto o di trattare a sfinimento. Il traduttore studia molti anni e deve continuamente aggiornarsi, non diversamente da quanto fa il commercialista, l’avvocato, l’ingegnere. Anche se il bene della traduzione è ampiamente disponibile sul mercato, le traduzioni di qualità implicano un’alta formazione e alti costi. E più il testo di partenza è complesso, maggiore formazione e maggiori costi implicherà. Immaginate che volete costruire un ponte difficilissimo come il Golden Gate e per risparmiare lo affidate a uno studente di ingegneria. Ecco.
  • Infine, il traduttore non è un programma, un dispositivo, un congegno automatico tipo quelli di Star Trek o il Babel Fish, che gl’infilate a forza suoni di ogni tipo e vi sputano fuori bellissime e comprensibilissime frasi nella vostra lingua. Il traduttore è una persona, e come tale è fallibile, ma anche chi scrive i testi sono persone, e come tali fallibili. E per ora, per capire le persone ci vogliono persone, con i loro sensi, sentimenti e sensazioni. Non macchine.
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Sul concetto di Triage

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Triage è una parola interessante perché molti non sanno cosa vuol dire e in questo mistero conserva ancora quel grado di brutalità e di politicamente scorretto che sembrano appartenere a un’epoca ormai lontana. Si occupa di definire un qualcosa che tutti a parole approvano ma spesso viene sconfessato o evitato nei fatti, ossia la procedura di scelta, cernita, selezione. Come tutti i fatti brutali, sembra quasi naturale cercare di esorcizzarlo tramite perifrasi, eufemismi o parole straniere. Continua a leggere

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