Google Translate applica algoritmo motore neurale lingua italiana Blog

(Italiano) Google Translate finalmente in italiano

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Google Translate esiste ovviamente da un bel pezzo in versione italiana, ma le traduzioni che ci ha propinato in questi primi dieci anni non erano italiano, siamo sinceri. Translate traduceva talmente male che dire “Tradotto con Translate” è diventato proverbiale per definire parole messe un po’ a caso. Continua a leggere

Traduttori soli compensi per traduttori Blog di Giordano Vintaloro Blog

(Italiano) Traduttori soli

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Sul Post del 2 novembre 2016 è uscito un bell’articolo di Giacomo Papi, « La solitudine dei traduttori ».

Fa un ottimo servizio alla categoria cui appartengo perché parla nel dettaglio di un lavoro cui spesso non si pensa ma che è fondamentale. L’Unione Europea non funzionerebbe senza traduttori e pochi potrebbero leggere i tantissimi testi stranieri pubblicati in Italia in traduzione. Continua a leggere

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Cos’e’ un traduttore

Lo so, in questi tempi globali tutti pensate di sapere cos’è un traduttore quindi perché, vi domandate, ve lo dovrei rispiegare una volta di più? Perché ci sono poche idee e confuse su questo mestiere, e quindi è molto probabile che quello che sapete è sbagliato, o non del tutto corretto.

Forse è meglio cominciare dal cosa non è un traduttore:

  • Il traduttore non è un interprete, anche se un interprete molto spesso è anche traduttore. Gli interpreti sono quelli che consentono la comunicazione verbale (l’interpretazione) dal vivo, e possono essere di vari tipi: simultanei, consecutivi, di chuchotage, eccetera. Il traduttore lavora su testi scritti.
  • Il traduttore non è una persona che “sa” l’inglese, il francese, lo spagnolo. Quello è chiunque studi una lingua, che sicuramente deve tradurre per impararla, ma non è un traduttore di professione. Il traduttore conosce grammatica, cultura, mentalità della lingua di partenza ma soprattutto della lingua di arrivo. E’ un mediatore culturale e comprende tanto le parole quanto la forma mentale che ci sta dietro. Trasporta modi di pensare e di vedere il mondo, più che singole parole. Quindi non è neanche un dizionario portatile, uno a cui chiedere: “cosa vuol dire questo?” (senza darne il contesto).
  • Di conseguenza, il traduttore non è il bottegaio, l’amico o il passante occasionale cui chiedere un favore con l’idea di spuntare uno sconto o di trattare a sfinimento. Il traduttore studia molti anni e deve continuamente aggiornarsi, non diversamente da quanto fa il commercialista, l’avvocato, l’ingegnere. Anche se il bene della traduzione è ampiamente disponibile sul mercato, le traduzioni di qualità implicano un’alta formazione e alti costi. E più il testo di partenza è complesso, maggiore formazione e maggiori costi implicherà. Immaginate che volete costruire un ponte difficilissimo come il Golden Gate e per risparmiare lo affidate a uno studente di ingegneria. Ecco.
  • Infine, il traduttore non è un programma, un dispositivo, un congegno automatico tipo quelli di Star Trek o il Babel Fish, che gl’infilate a forza suoni di ogni tipo e vi sputano fuori bellissime e comprensibilissime frasi nella vostra lingua. Il traduttore è una persona, e come tale è fallibile, ma anche chi scrive i testi sono persone, e come tali fallibili. E per ora, per capire le persone ci vogliono persone, con i loro sensi, sentimenti e sensazioni. Non macchine.
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Sul concetto di Triage

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Triage è una parola interessante perché molti non sanno cosa vuol dire e in questo mistero conserva ancora quel grado di brutalità e di politicamente scorretto che sembrano appartenere a un’epoca ormai lontana. Si occupa di definire un qualcosa che tutti a parole approvano ma spesso viene sconfessato o evitato nei fatti, ossia la procedura di scelta, cernita, selezione. Come tutti i fatti brutali, sembra quasi naturale cercare di esorcizzarlo tramite perifrasi, eufemismi o parole straniere. Continua a leggere

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Traduttore, traditore

Questo vecchio modo di dire italiano conosciuto in tutto il mondo è ancora oggi la migliore descrizione dell’essenza del lavorare con le parole: nessun traduttore, per quanto bravo e accurato, è in grado di trasportare esattamente un concetto da una lingua ad un’altra. È un fatto. Fior di pensatori sono giunti anche a sostenere l’impossibilità teorica della traduzione.

Eppure, bisogna tradurre. Per milioni di motivi. Non possiamo non tradurre. E, soprattutto, dobbiamo farlo bene. Come si concilia allora l’accuratezza con un lavoro in cui sappiamo già che sbaglieremo? Come la parabola fa con l’asintoto: avvicinandosi infinitamente senza mai arrivare a toccare la perfetta corrispondenza.

Secondo me, il lavoro del traduttore oggi consiste nell’offrire quell’avvicinamento infinito all’esattezza che un computer non può (ancora) garantire: un approccio per sua natura più lento, ma molto più raffinato e preciso, verso l’asintoto. Il computer, oggi, non è il concorrente del traduttore, ma un formidabile alleato nella velocizzazione di parte del lavoro e un prezioso strumento di correzione.

Consapevole di tutto questo, metto a disposizione del mio committente i miei studi, la mia esperienza, le mie letture e la mia conoscenza del mondo per ottenere dei testi che, per non dire fedeli, siano rispettosi dello spirito del testo di partenza e aiutino la diffusione delle idee nella maniera più efficace possibile.

 

 

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